Devo fare un grande sforzo per motivarmi e continuare a correre, quindi, focalizzo le ragioni che mi hanno convinto a venire qui.

Ho sempre voluto fare una esperienza di vita a Londra, ma non ho mai avuto abbastanza soldi, né tempo, per poterlo fare. Mi sono raccontata, per anni, un sacco di storie e imposta una marea di imperativi categorici. Così, ho sempre rimandato al momento giusto, quello dopo la laurea, quello dopo la pratica, quello dopo l’esame d’abilitazione alla professione legale. Senza rendermi conto che non esistono momenti giusti o sbagliati, bisogna solo decidersi e adoperarsi per la realizzazione del proprio obiettivo.

Soprattutto nel mio settore, o si prende una decisione netta o si resta inglobati in un magma fatto di rimborsi spese e irrisorie provvigioni. Trascorsi tre anni dalla laurea, infatti, guadagnavo ancora circa 500 euro al mese. Non molto. Mi pesava, perché volevo mettere da parte un piccolo gruzzolo per poter, finalmente, partire.

Stufa e demotivata, ho cominciato a pensare di prendermi un periodo di riflessione. Mi sarebbe piaciuto cambiare vita, almeno per un po’. Rompere quelle catene da cui mi sentivo stretta e senza via di fuga.

Incastrata perfettamente in un meccanismo automatico, come una piccola rotella nel suo orologio, funzionale ed efficiente.

Un giorno ero al telefono con la mia amica Sara e mi lamentavo della mia vita. Lei mi ha illuminato con una semplice frase: «Amica, vieni a Milano. Ti fai tre mesi di lavoro da hostess nell’agenzia per cui lavoro, stanno assumendo in questo periodo. Manda il curriculum, vedrai ti prendono! Fai su due soldi e parti».

Ci ho riflettuto circa mezzo minuto, in realtà. Poi, forte della mia giovinezza e avventata come solo chi non ha ancora compiuto trent’anni può essere, ho deciso di provare. Nel giro di due settimane ho salutato la Torre degli Asinelli e conosciuto il Castello Sforzesco.

Non so se ho fatto bene. Ciò che è sicuro è che il lavoro è ben pagato ed è molto flessibile come orari, il che mi permette di organizzare in tutta tranquillità la mia partenza. Vivo giorno per giorno, attimo per attimo, come non mi capitava da tanto tempo. Ovviamente, il tutto grazie all’ospitalità di Sara.

Che tipa che è.

Sta inseguendo il sogno di diventare una speaker radiofonica. Anche lei stava a Bologna a fare l’università e poi si è trasferita, anni fa, a Milano sperando di riuscire a realizzarlo.

A quasi trent’anni condivide, per scelta, una stanza con una lavoratrice in un appartamento con altre due studentesse e quando le chiedo se non è stufa di abitare con altra gente mi dice: «Ma và! Tutta vita in casa nostra!». La adoro, da sempre.

Ma sto divagando.

Lezione n. 3 – A Milano si corre anche per acchiappare sogni.

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