Eccomi di nuovo in metrò.

Questa volta mi apposto davanti alla porta scorrevole, non mi siedo, e non mi faccio distrarre da nessuno, anzi conto le fermate e i secondi che la metropolitana impiega per raggiungere i suoi obiettivi. Meno tre, due, uno… “Fermata San Babila” comunica la voce femminile di Atm. Scendo dal mezzo. Risalgo con la scala mobile in superficie e mi ritrovo abbagliata dalla luce del sole. Ci metto un pochino ad abituarmi, d’altronde, quando sono uscita di casa era ancora buio.

Mi guardo attorno e sono decisamente confusa e leggermente presa dal panico perché non ho idea della direzione da prendere per arrivare alla rivendita in programma per oggi. Nonostante, in qualità di hostess, io sia provvista di un funzionalissimo tablet, quotidianamente sbaglio strada e mi perdo tra le vie di questa grande città.

Cammino qualche minuto cercando di interpretare la mappa ed individuare la direzione della freccina di “Maps”, ma alla fine mi arrendo e ritorno alle origini: chiedo informazioni. Il metodo tradizionale non delude mai e nel giro di dieci minuti vedo in lontananza la grande T bianca su sfondo nero.

Mi avvicino e cerco di leggere il numero indicato appena sotto il braccio destro della T, per controllare che sia la rivendita assegnatami. Numero 0038, perfetto.

Sfilo nuovamente il tablet dalla sua custodia e attesto la mia posizione con il sistema gps, poi con un sorriso sfavillante e la mente sgombra da qualsivoglia pensiero apro la porta della tabaccheria ed entro.

Lezione n. 4 – Anche a Milano, se chiedi informazioni la gente risponde.

 

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