Altrettanto semplice è classificare la clientela di un locale in macrocategorie.
Dopo due mesi di lavoro posso dire che le tipologie di persona cambiano in relazione alla tipologia di tabaccheria e alla relativa zona.
Mi spiego.
In centro, spesso sono situati i bar che hanno la licenza anche per vendere tabacchi. In questi luoghi i clienti passano velocemente per il caffè o il pranzo e non hanno quasi mai tempo né voglia di ascoltare la mia lezione e dove, il più delle volte, mi ignorano. Li chiameremo i presi male. Quelli io mi diverto a provocarli e a farli sentire e apparire a tutti i presi male quali sono.
Un esempio può chiarire al meglio la situazione.
Io: «Buon giorno. Lei fuma?».
Il preso male:
« io non rilascio interviste e non mi va di essere importunato».
Ed io, dolcemente:
«deve rispondere solo si o no! Non mi sembra di importunarla affatto, a ben vedere non le costa nulla parlarmi un secondo».
Intanto nella mia testa urlo: «io ti importuno???!!!ma come ti permetti!!! e tu??? che mi maltratti davanti a tutti mentre sto lavorando???razza di cafone preso male!!!!non potevi solo dire che non fumi???».
Lui che non sente le mie urla e non coglie la rabbia repressa nascosta da un sorriso di circostanza, mi ignora ancora, e se ne va. Tutti i presenti commentano la sua scortesia nei miei confronti. Mentre si allontana, l’uomo silenzioso è inseguito dagli sguardi perplessi delle persone in coda e dal loro chiacchericcio, così, quando esce, si sente un po’ mortificato. Questo è ciò che mi piace pensare, perchè non mi sembra possibile che una persona possa essere così presa male da non provare nemmeno un po’ di imbarazzo.
Lezione n. 7 – Anche a Milano, il disprezzo non e’ comunemente giustificato.