C’era una volta, in Italia,

una meravigliosa zona di confine distesa tra la Toscana, la Liguria e l’Emilia.

La Lunigiana, la terra dei solitari borghi e dei castelli.

La terra dove all’occhio umano è concesso percepire l’immenso, la magia.

Stellate d’incanto, frusciare d’acqua e abbracci al miele.

Incastonato, al centro di questa terra, si trova il Castello dell’Aquila, che si erge in cima ad una collina.

La fortezza veglia sui fortunati abitanti.

Favoriti dalla sorte, di certo, perché la ruota ha accordato loro un insperato dono.

Una donna intraprendente di Varese che ha adottato più di un decennio fa il Castello per recuperarne le antiche vestigia, del tutto lasciate al degrado.

Dall’impegno e dalle fatiche di questa straordinaria opera di restauro, è addirittura emerso un cavaliere del Trecento, che ha regalato ulteriore storia e mistero al territorio.

Eppure, il Castello è lontano dalla comunità.

La strada per raggiungerlo è pericolosa. Uno stretto tappeto di foglie di castagno.

Rimasta inascoltata, la voce della Castellana è colorata da note di rabbia e rassegnazione.

Delusa, ha deciso di lasciare il Castello e a nulla giovano le parole piene di gratitudine dei turisti increduli.

 

 

 

 

 

 

 

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